Piazza Don Alberto Salvadori [ovvero Lettera a Gesù]

13 10 2012

Caro Gesù,

Piazza Don Alberto Salvadori

oggi finalmente sono riuscito ad andare nella Chiesa dei Santi Quirico, Lucia e Pietro d’Alcantara all’Ambrogiana, la mia Chiesa. Ci avevo provato varie volte nei giorni scorsi ma l’avevo trovata sempre chiusa. Dice che rubano. In questa Chiesa sono stato battezzato, ho preso la Prima Comunione, Cresimato, fatto il Chirichetto, Confessato, Letto dal Pulpito le Sacre Letture. Ma questo lo sai già. Come sicuramente saprai che qui vorrei che si svolgesse il mio funerale (per la sepoltura invece preferisco un cimiterino in riva al Lago di Vagli, in Garfagnana).

E’ un pò di tempo che non ti scrivo o che semplicemente non ti parlo.
Ma la visita alla Chiesa dell’Ambrogiana mi ha fatto tornare la voglia di farlo. In questi giorni, con questo blog e con le mie camminate, sto facendo i conti con molte cose. Del mio passato e del mio futuro. Tra queste cose c’è anche la religione.
La religione è la cosa più intima che abbia un uomo.
Per questo ho sempre parlato poco di ciò in cui credo con gli altri.
Mi definisco Cattolico, lo sai.
Non praticante, sai anche questo. E sai benissimo che non mi confesso da tempo. Credo nella Laicità delle istituzioni, ma credo anche che la cultura cristiana sia alla base della nostra società. Non ho mai accettato certe posizioni della Chiesa su Contraccezione, su Fecondazione Assistita, su Coppie Gay, ma ho pianto come un bambino quando morì Giovanni Paolo II. Non sono mai riuscito a perdonare alla Chiesa Guerre Sante, Colonialismo, Potere Temporale.  Cosa c’entrano con il tuo undicesimo comandamento? Ama il prossimo tuo come te stesso.

Ricordi quando entrai in crisi la prima volta con te?
Studiavo catechismo. Ma studiavo anche Darwin e Galileo. Il sole non era al centro e Adamo ed Eva erano una invezione. Mi dissi: come posso perder tempo in qualcosa che racconta balle e che in nome di queste balle è stata disposta a far del male a chi la pensava diversamente? Quante volte hai rallentato il miglioramento dell’uomo? Quante volte hai permesso di uccidere o torturare o appoggiato la forza bruta a discapito del debole. L’Inquisizione, le Crociate, lo Sterminio dei popoli Latino-Americani, l’Appoggio alle Leggi Razziali.
Ma soprattutto non dovevi far abiurare Galileo.

Tutte queste cose mi hanno allontanato da te, dalla Religione.
Mi ha fatto scegliere la via della razionalità, del metodo scientifico, della conoscenza, del dubbio. Da sempre la mia vita è basata su una lotta agli estremismi. Ho poi avuto il bisogno di far la conoscenza di altre religioni. Con molto rispetto ho provato a praticare la Spiritualità dello Yoga, a diventare ZEN, a recitare il Nam myoho renge kyo del Buddismo, a leggere qualcosa sull’Ebraismo e l’Islamismo.

C’è stato però sempre qualcosa che mi ha riportato verso di te e a considerare la Religione Cristiana, come diceva Hermann Hesse, la più profonda.

Prima di tutto con le parole lette: vogliamo parlare della forza del tuo Discorso della Montagna? Quello del “Beati gli Ultimi”, quello dove indicavi una nuova giustizia, dove parlavi di amare i propri nemici, dove indicavi di fare l’elemosina e pregare in segreto, dove dicevi di non giudicare. E la Prima lettera ai Corinzi di S. Paolo? Quella sulla Carità? E la Città di Dio di Sant’Agostino? E Benedetto con la sua Regola? E San Francesco? No dico, San Francesco? Come si fa a non considerare San Francesco una delle figure più immense della storia? E l’esempio di Madre Teresa di Calcutta? Nella mia formazione, nel mio modo di essere uomo ho ben presente queste parole, questi esempi.

Poi con i luoghi. Si insomma dai ci sono dei luoghi dove sento che c’è qualcosa di più. Non so se è dovuto alla tua presenza o al fatto che tante persone prima di me hanno lasciato qualcosa nell’aria con le loro preghiere, la loro devozione. La Chiesa di S. Ansano a Vinci, la Chiesa accanto al Leccio a Faltognano, qualche chiesina romanica sparsa nel senese e sull’Amiata, il Santuario della Madonna di Montenero a Livorno, Sant’Antimo, il Convento di La Verna, quello di Camaldoli, San Pellegrino in Alpe, solo per citare quelli toscani, solo per citare quelli cattolici (anche a Petra e a Giza ho avuto la stessa sensazione ad esempio).
Lo stesso sentimento lo provo anche davanti al quadro di Luca Giordano, quello sulla navata sinistra della chiesa dell’Ambrogiana. Quello di San Francesco. Ma quanto è bello? Sarà che mi mettevo sempre lì davanti quando venivo alla messa e siccome mi annoiavo non facevo altro che guardarlo in continuazione…

Ho voluto fortemente far battezzare Sara e la porto spesso in Chiesa. Non alla messa. Vorrò che anche lei faccia catechismo e conosca la tua storia, e ti posso assicurare che quando facciamo il presepe sotto Natale ha già una magica venerazione nei tuoi confronti. Ma poi lascerò che sia lei libera di scegliere in cosa credere e cosa essere.
Lo so è difficile avere a che fare con me. Non ti arrabbiare.

Oggi lo hai visto. Mi sono inginocchiato e recitato un Ave Maria.
Mi è venuto spontaneo, non ci sono stato tanto a pensare. Ma come al solito non ti ho chiesto nulla. Non ti ho mai pregato, non ho mai chiesto una grazia o un aiuto a uscire dai miei casini. Sono Gnostico, cioé credo che attraverso un miglioramento di se stessi, con la conoscenza, si arrivi alla illuminazione. Insomma finora me la sono sempre cavata da solo, con le mie capacità, o per lo meno questo è quello che mi hai fatto credere.

Caro Gesù,
stavolta però una cosa te la chiedo. Non credo sia difficile per te.
Fammi vendere un pò delle mie parole a chi le aspetta. A te non devo spiegare nulla, vero?
Con affetto
Simone

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Persone incontrate: Don Angelo
Esercizi: Parrocchia dell’Ambrogiana
Bibliografia:  Vita e Pensiero di San Pietro d’Alcantara e Il Convento del Granduca Cosimo III all’Ambrogiana entrambi di Nicodemo Delli, ex Parroco dell’Ambrogiana.
Appunti: Stemma Mediceo, casa di Agostino Scardigli, parcheggio, Capitello rotto in mezzo alla piazza, Busto di San Pietro d’Alcantara sopra la porta della Chiesa
Colonna Sonora: Like a Prayer di Madonna
Toponomastica: Piazza dedicata al Parroco Don Alberto Salvadori, morto nel 1971, montelupino. Per 50 anni parroco dell’Ambrogiana, tenuto in alta considerazione dai propri parrocchiani, ottenne onoreficenze sia dal Re (1921) sia dal Presidente della Repubblica (1957).

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3 responses

17 10 2012
Simone F.

sai che sei proprio bravo Simone? è un piacere, oltre che interessante, leggere quello che scrivi, complimenti

18 10 2012
montelupowalk

Grazie grazie grazie!
Siccome ci sto dedicando molto tempo a questa avventura i tuoi complimenti sono davvero una bella spinta a continuare.

16 07 2013
Valerio ROSSI

L mia Chiesa! Qui con Don Aberto Salvadori ho fatto i primi passi nella fede. Mi ricordo che era un vero Santo!

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